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	<title>Comments for Scuola media e diritti di cittadinanza</title>
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	<description>Just another BBN MultiBlogs weblog</description>
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		<title>Comment on Strano, ma non troppo by LaProfe</title>
		<link>http://stampanonrassegnata.bibienne.net/2010/06/09/221/comment-page-1/#comment-131</link>
		<dc:creator>LaProfe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 12:57:55 +0000</pubDate>
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		<description>E alla scuola media?
Buon senso?
Qualcuno ha preteso l&#039;applicazione rigorosa del &quot;con un 5 si boccia&quot;, qualcuno ha usato buon senso, qualcuno ha scritto sei con l&#039;asterisco, qualcuno ha compilato pagelle e letetre e lettere e lettere ai genitori per spiegare che il sei non era un sei ma un quattro...
Qualcuno ha fatto la media matematica, qualcuno ha fatto finta di fare la media matematica, qualcuno ha ammesso considerando i tre anni precedenti, qualcuno ha ammesso con la media matematica dei voti dell&#039;ultimo quadrimestre di scuola...
Poi, però, ci bloccano una giornata dalle otto alle sei del pomeriggio a *somministrare* le prove nazionali, perché, ohibò, dobbiamo avere uno standard su cui confrontarci!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E alla scuola media?<br />
Buon senso?<br />
Qualcuno ha preteso l&#8217;applicazione rigorosa del &#8220;con un 5 si boccia&#8221;, qualcuno ha usato buon senso, qualcuno ha scritto sei con l&#8217;asterisco, qualcuno ha compilato pagelle e letetre e lettere e lettere ai genitori per spiegare che il sei non era un sei ma un quattro&#8230;<br />
Qualcuno ha fatto la media matematica, qualcuno ha fatto finta di fare la media matematica, qualcuno ha ammesso considerando i tre anni precedenti, qualcuno ha ammesso con la media matematica dei voti dell&#8217;ultimo quadrimestre di scuola&#8230;<br />
Poi, però, ci bloccano una giornata dalle otto alle sei del pomeriggio a *somministrare* le prove nazionali, perché, ohibò, dobbiamo avere uno standard su cui confrontarci!</p>
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		<title>Comment on Educazione alla legalità? by LaProfe</title>
		<link>http://stampanonrassegnata.bibienne.net/2010/05/29/educazione-alla-legalita/comment-page-1/#comment-130</link>
		<dc:creator>LaProfe</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 12:54:07 +0000</pubDate>
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		<description>E, all&#039;alba del 3 di luglio, siamo ancora qui a chiederci se la pubblicazione è avenuta, sta avvenendo, avverrà, tutta, in parte...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E, all&#8217;alba del 3 di luglio, siamo ancora qui a chiederci se la pubblicazione è avenuta, sta avvenendo, avverrà, tutta, in parte&#8230;</p>
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	<item>
		<title>Comment on Strano, ma non troppo by Bibienne BlogBooks on the Net Scuola media e diritti di cittadinanza</title>
		<link>http://stampanonrassegnata.bibienne.net/2010/06/09/221/comment-page-1/#comment-67</link>
		<dc:creator>Bibienne BlogBooks on the Net Scuola media e diritti di cittadinanza</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 23:49:44 +0000</pubDate>
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		<description>[...] a vedere articolo:  Bibienne BlogBooks on the Net Scuola media e diritti di cittadinanza  Articoli correlati: Scuola, media e diritti di cittadinanza &#8211; di Marina Boscaino: Il [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] a vedere articolo:  Bibienne BlogBooks on the Net Scuola media e diritti di cittadinanza  Articoli correlati: Scuola, media e diritti di cittadinanza &#8211; di Marina Boscaino: Il [...]</p>
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	<item>
		<title>Comment on Dove eravate voi? by Una salatina dopo l&#8217;altra, e il futuro è cucinato. &#171; TuttaCasa&#38;Scuola</title>
		<link>http://stampanonrassegnata.bibienne.net/2010/01/25/dove-eravate-voi/comment-page-1/#comment-50</link>
		<dc:creator>Una salatina dopo l&#8217;altra, e il futuro è cucinato. &#171; TuttaCasa&#38;Scuola</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2010 09:15:40 +0000</pubDate>
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		<description>[...] eravate voi? Chiede Marina Boscaino: Dove eravate voi, politici e media, che vi state tanto indignando&#8230; [...] Un anno di [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] eravate voi? Chiede Marina Boscaino: Dove eravate voi, politici e media, che vi state tanto indignando&#8230; [...] Un anno di [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on riso amaro&#8230; by Maurizio Chatel</title>
		<link>http://stampanonrassegnata.bibienne.net/2010/04/26/riso-amaro/comment-page-1/#comment-49</link>
		<dc:creator>Maurizio Chatel</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 16:00:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://stampanonrassegnata.bibienne.net/?p=193#comment-49</guid>
		<description>Ok... prendiamoci pure una pausa di sacrosanto scazzo, ma poi fermiamoci a pensare. Siamo proprio sicuri che quell&#039;invito a &quot;stare al passo coi tempi&quot; intenda quello che intendiamo noi? Attenzione: gli ado non sono, ormai per definizione, politicamente acculturati, né tanto meno scafati conoscitori dei retroscena socio-economici della società. Semplicemente &quot;ci sono&quot; e ci crescono dentro. Quello che essi vedono innanzitutto e per lo più sono i sistemi di intermediazione che li connettono ai loro simili, cioè i media. Credo che ci chiedano, senza riflettere sul senso di ciò, di comunicare in modo diverso anche dalla cattedra. O meglio, senza più cattedra. Io ho fatto un esperimento: ho inserito Internet nello studio della storia e della filosofia, invitandoli a elaborare uno spazio interattivo comune. Ho cioè fatto capire loro che non sono cose così essenziali, che si possono tranquillamente gestire se proprio ci tengono tanto, ma che alla fine quello che conta è capire. Ebbene, la prima reazione è stata di offesa, come se li avessi derubati della loro &quot;riserva indiana&quot; in cui rifugiarsi indisturbati. Poi tutto è tornato come prima: scrivono sul blog, studiano (si fa per dire) sul libro, vanno al cinema, ecc. Insomma, sono ragazzi, hanno 40 anni meno di me.... non so se mi spiego.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ok&#8230; prendiamoci pure una pausa di sacrosanto scazzo, ma poi fermiamoci a pensare. Siamo proprio sicuri che quell&#8217;invito a &#8220;stare al passo coi tempi&#8221; intenda quello che intendiamo noi? Attenzione: gli ado non sono, ormai per definizione, politicamente acculturati, né tanto meno scafati conoscitori dei retroscena socio-economici della società. Semplicemente &#8220;ci sono&#8221; e ci crescono dentro. Quello che essi vedono innanzitutto e per lo più sono i sistemi di intermediazione che li connettono ai loro simili, cioè i media. Credo che ci chiedano, senza riflettere sul senso di ciò, di comunicare in modo diverso anche dalla cattedra. O meglio, senza più cattedra. Io ho fatto un esperimento: ho inserito Internet nello studio della storia e della filosofia, invitandoli a elaborare uno spazio interattivo comune. Ho cioè fatto capire loro che non sono cose così essenziali, che si possono tranquillamente gestire se proprio ci tengono tanto, ma che alla fine quello che conta è capire. Ebbene, la prima reazione è stata di offesa, come se li avessi derubati della loro &#8220;riserva indiana&#8221; in cui rifugiarsi indisturbati. Poi tutto è tornato come prima: scrivono sul blog, studiano (si fa per dire) sul libro, vanno al cinema, ecc. Insomma, sono ragazzi, hanno 40 anni meno di me&#8230;. non so se mi spiego.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on La scuola federalista by Maurizio Chatel</title>
		<link>http://stampanonrassegnata.bibienne.net/2010/04/18/la-scuola-federalista/comment-page-1/#comment-48</link>
		<dc:creator>Maurizio Chatel</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 15:05:18 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://stampanonrassegnata.bibienne.net/?p=190#comment-48</guid>
		<description>Già... parliamone. Facile a dirsi. Mi capita sempre più spesso di stupirmi per la facilità con cui i miei allievi riescono a &quot;pensare diversamente&quot;. Noi diciamo (o dicevamo)che non sono più ideologici, così come una volta si diceva che &quot;non c&#039;è più religione&quot;. Ma forse è vero, FINALMENTE. Voglio dire, è forse questione di tempo, ma questa mancanza di ideologia potrebbe trasformarsi in una autentica apertura morale alla diversità, in una rottura antropologica degli schemi. Quello che ne può venir fuori &quot;solo un dio lo può sapere&quot;, ma io sento un certo profumo di novità. Hegel ci insegna che il nuovo non è visibile quando sorge, e noi siamo ancora nel vecchio (ahimè). Dobbiamo solo cercare di non rimanere tagliati fuori, e di resistere come vecchi partigiani. Per il resto, la palla sta già passando ad altri. Scusami se parlo come un vecchio sessantenne, ma la speranza non è più nel &quot;fare politica&quot; come l&#039;abbiamo conosciuta noi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già&#8230; parliamone. Facile a dirsi. Mi capita sempre più spesso di stupirmi per la facilità con cui i miei allievi riescono a &#8220;pensare diversamente&#8221;. Noi diciamo (o dicevamo)che non sono più ideologici, così come una volta si diceva che &#8220;non c&#8217;è più religione&#8221;. Ma forse è vero, FINALMENTE. Voglio dire, è forse questione di tempo, ma questa mancanza di ideologia potrebbe trasformarsi in una autentica apertura morale alla diversità, in una rottura antropologica degli schemi. Quello che ne può venir fuori &#8220;solo un dio lo può sapere&#8221;, ma io sento un certo profumo di novità. Hegel ci insegna che il nuovo non è visibile quando sorge, e noi siamo ancora nel vecchio (ahimè). Dobbiamo solo cercare di non rimanere tagliati fuori, e di resistere come vecchi partigiani. Per il resto, la palla sta già passando ad altri. Scusami se parlo come un vecchio sessantenne, ma la speranza non è più nel &#8220;fare politica&#8221; come l&#8217;abbiamo conosciuta noi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Comment on La scuola federalista by marina boscaino</title>
		<link>http://stampanonrassegnata.bibienne.net/2010/04/18/la-scuola-federalista/comment-page-1/#comment-46</link>
		<dc:creator>marina boscaino</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 18:24:09 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Maurizio, concordo pienamente con quanto hai scritto; è un pensiero che spesso ho inserito nei miei articoli. No, non credo che QUESTA sinistra (né la cosiddetta opposizione parlamemtare, né la cosiddetta sinistra aletrantiva) sia nelle condizioni né abbia voglia di sottoporsi a quel tipo di intervento. Nel nulla di elaborazione in cui galleggiano, non rimane loro che continuare a difendere le minime rendite di posizione che ancora hanno. Si sono omologati al pensiero unico al punto da sposare in pieno atteggiamenti che storicamente non ci appartengono e alla cui estraneità aderivamo con l&#039;orgoglio della diversità. Mi riferisco alla attivazione di Lobbies, caste trasversali, questioni più o meno morali ecc. Credo che l&#039;unico modo significativo di smuoverli dalla paralisi e dall&#039;autoreferenzialità potrebbe essere quello di sottolineare che gli insegnanti, che fino alle elezioni di 2 anni fa hanno continuato ad orientarsi da quella parte, sono stufi di essere considerati un di consensi sicuri. Pungoli di altro tipo non me ne vengono in mente. Parliamone.
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Maurizio, concordo pienamente con quanto hai scritto; è un pensiero che spesso ho inserito nei miei articoli. No, non credo che QUESTA sinistra (né la cosiddetta opposizione parlamemtare, né la cosiddetta sinistra aletrantiva) sia nelle condizioni né abbia voglia di sottoporsi a quel tipo di intervento. Nel nulla di elaborazione in cui galleggiano, non rimane loro che continuare a difendere le minime rendite di posizione che ancora hanno. Si sono omologati al pensiero unico al punto da sposare in pieno atteggiamenti che storicamente non ci appartengono e alla cui estraneità aderivamo con l&#8217;orgoglio della diversità. Mi riferisco alla attivazione di Lobbies, caste trasversali, questioni più o meno morali ecc. Credo che l&#8217;unico modo significativo di smuoverli dalla paralisi e dall&#8217;autoreferenzialità potrebbe essere quello di sottolineare che gli insegnanti, che fino alle elezioni di 2 anni fa hanno continuato ad orientarsi da quella parte, sono stufi di essere considerati un di consensi sicuri. Pungoli di altro tipo non me ne vengono in mente. Parliamone.<br />
Ciao</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on La scuola federalista by Maurizio Chatel</title>
		<link>http://stampanonrassegnata.bibienne.net/2010/04/18/la-scuola-federalista/comment-page-1/#comment-45</link>
		<dc:creator>Maurizio Chatel</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 16:21:38 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao, Marina. E&#039; da un po&#039; che volevo entrare nella discussione, ma sono davvero oberato di lavoro, e ho dovuto continuamentne rimandare.
Sto riflettendo con grande dispendio di energie sullo sfacelo che ci sovrasta, e mi sta sorgendo un&#039;idea: &quot;l&#039;origine di tutte le cose&quot;, che bisognerà prima o poi avere la forza di individuare se vogliamo andare a tagliare l&#039;infezione alla sua origine, è ovviamente culturale prima che politica, poiché questa politica - come ogni politica - non è che il frutto della terra in cui getta le sue radici.
Ora, la nostra terra ha una sua cellula cancerogena diffusa in tutto il corpo sociale: la cooptazione delle élites, il lobbismo trasversale che contamina tutte le sfaccettature della società italiana. Che è, se  vogliamo, una delle radici del fascismo. 
Questo lo si può percepire in qualunque campo si operi, appena matura l&#039;esigenza di rendere visibile il proprio pensiero e la propria prassi. 
Da questo punto di vista, la xenofobia becera del &quot;popolo della Lega&quot; e la criminale accondiscendenza a tesaurizzare rendite politiche cavalcando gli istinti sociali più irrazionali, non sono che l&#039;aspetto ideologico di questo vizio molto italico di alzare recinti identitari. 
La domanda è: la sinistra ha davvero qualcosa di suo da dire contro il modus operandi cooptativo? La risposta, ovviamente, la conosci. E dunque: può la sinistra sottoporsi a un intervento di ingegneria genetica che ne elimini questo gene portando la cultura dei diritti a un  livello nuovo di maturità? Non solo i diritti di chi è &quot;dentro&quot; (dentro il partito, dentro il sindacato) ma anche di chi è fuori? 
Credo, molto modestamente, che tutto ruoti attorno a questa domanda. Lo percepisco nelle tensioni quasi sempre inespresse dei miei allievi, che non si sentono più di appartenere a nulla proprio perché, sempre più, l&#039;appartenenza si è fatta espressione di potere e non di libertà. 
Mi piacerebbe conoscere la tua opinione e discuterne ancora.
Ciao....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao, Marina. E&#8217; da un po&#8217; che volevo entrare nella discussione, ma sono davvero oberato di lavoro, e ho dovuto continuamentne rimandare.<br />
Sto riflettendo con grande dispendio di energie sullo sfacelo che ci sovrasta, e mi sta sorgendo un&#8217;idea: &#8220;l&#8217;origine di tutte le cose&#8221;, che bisognerà prima o poi avere la forza di individuare se vogliamo andare a tagliare l&#8217;infezione alla sua origine, è ovviamente culturale prima che politica, poiché questa politica &#8211; come ogni politica &#8211; non è che il frutto della terra in cui getta le sue radici.<br />
Ora, la nostra terra ha una sua cellula cancerogena diffusa in tutto il corpo sociale: la cooptazione delle élites, il lobbismo trasversale che contamina tutte le sfaccettature della società italiana. Che è, se  vogliamo, una delle radici del fascismo.<br />
Questo lo si può percepire in qualunque campo si operi, appena matura l&#8217;esigenza di rendere visibile il proprio pensiero e la propria prassi.<br />
Da questo punto di vista, la xenofobia becera del &#8220;popolo della Lega&#8221; e la criminale accondiscendenza a tesaurizzare rendite politiche cavalcando gli istinti sociali più irrazionali, non sono che l&#8217;aspetto ideologico di questo vizio molto italico di alzare recinti identitari.<br />
La domanda è: la sinistra ha davvero qualcosa di suo da dire contro il modus operandi cooptativo? La risposta, ovviamente, la conosci. E dunque: può la sinistra sottoporsi a un intervento di ingegneria genetica che ne elimini questo gene portando la cultura dei diritti a un  livello nuovo di maturità? Non solo i diritti di chi è &#8220;dentro&#8221; (dentro il partito, dentro il sindacato) ma anche di chi è fuori?<br />
Credo, molto modestamente, che tutto ruoti attorno a questa domanda. Lo percepisco nelle tensioni quasi sempre inespresse dei miei allievi, che non si sentono più di appartenere a nulla proprio perché, sempre più, l&#8217;appartenenza si è fatta espressione di potere e non di libertà.<br />
Mi piacerebbe conoscere la tua opinione e discuterne ancora.<br />
Ciao&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Comment on Ci vuole davvero coraggio&#8230; by Maria Grazia</title>
		<link>http://stampanonrassegnata.bibienne.net/2010/04/04/ci-vuole-davvero-coraggio/comment-page-1/#comment-2</link>
		<dc:creator>Maria Grazia</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 18:01:01 +0000</pubDate>
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		<description>Cara Marina,
non esiste una proposta alternativa perché la proposta del PD in materia di scuola (o quel che ne resta) non è tanto diversa da quella che ci stanno facendo ingoiare a forza di decreti e circolari e note &quot;interpretative&quot;.
L&#039;amara verità è questa come tu ben sai. Ormai non farfugliano neanche più. Tacciono e basta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Marina,<br />
non esiste una proposta alternativa perché la proposta del PD in materia di scuola (o quel che ne resta) non è tanto diversa da quella che ci stanno facendo ingoiare a forza di decreti e circolari e note &#8220;interpretative&#8221;.<br />
L&#8217;amara verità è questa come tu ben sai. Ormai non farfugliano neanche più. Tacciono e basta.</p>
]]></content:encoded>
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