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Strano, ma non troppo
postato da marina boscaino in "Riforma" Gelmini
Gelmini ha fatto farraginosamente marcia indietro sulla sbandierata politica di “rigore e serietà” (ricorderete la never ending story) sulla non ammissione alla maturità anche con un’unica insufficienza, che ha funestato – stornando, al solito, l’attenzione da cose più importanti – la pseudo-informazione sulla scuola lo scorso anno e che – come volevasi dimostrare, perché “più che il rigor poté il consenso” – si è conclusa quest’anno in un nulla di fatto. In sostanza il ministro ha detto: fate voi, buon senso! Esattamente quello che manca a lei nel massacrare programmaticamente la scuola pubblica italiana negli ultimi due anni.
Intanto si abbatte sull’imminente esame di Stato un’altra insidia. A Putignano, in provincia di Bari, il dirigente scolastico del LS Majorana ha dovuto invirare le famiglie dei 127 maturandi a versare 145 euro ciascuna per pagare i commissari, interni ed esterni. Il dirigente – già in credito con lo Stato per lo stesso capitolo di spesa relativo agli anni precedenti – ha esaurito le scorte economiche e non ha più euro da anticipare per lo Stato inadempiente. La notizia non è di per sé sconvolgente, considerando la pietosa situazione in cui le scuole versano; tutto è in forse: dai pagamenti delle supplenze, alla sorveglianza, alle pulizie. Perciò, cosa c’è di strano? L’unica stranezza, semmai, è che tra le manovre per rastrellare dalla scuola quanto più possibile, i nostri saggi governanti non abbiano ancora pensato di ripristinare la formula “casalinga” dell’Esame di Stato (tutti membri interni: costano molto meno). Ma una stranezza ancora maggiore è rappresentata dalla risposta di Gelmini, indignata come non mai davanti alla denuncia del ds. Interessantissimo sentire cosa ha affermato il ministro a proposito: «è illegittimo da parte delle scuole chiedere soldi alle famiglie, a qualsiasi titolo», per poi virare su un motivo a lei caro, un evergreen della sua ripetitiva e stantia poetica: «se qualche preside vuol fare politica, dovrebbe candidarsi alle elezioni». La prima frase è interessantissima: ricordiamola, noi che – attraverso il coordinamento delle scuole secondarie, a Roma come altrove – stiamo facendo una battaglia contro quell’obolo obbligatorio eufenisticamente chiamato “contributo volontario”. Il ministro ci ha tolto le castagne dal fuoco, confermando la giustezza delle nostre rivendicazioni: chiedere soldi alle famiglie è illegittimo. Peccato che – dopo due anni di cura Gelmini-Tremonti – quella tassazione obbligatoria è l’unica fonte certa di entrata per molti istituti che, ben presto, saranno costretti ad usarla per l’ordinaria amministrazione. E la nave va. E la privatizzazione avanza.
Insegnante militante (insegna Italiano e Latino in un liceo classico di Roma), pubblicista (ha lavorato per l'Unità, ora per il Fatto Quotidiano, occupandosi esclusivamente di politiche scolastiche) crede ancora fermamente all'importanza dell'impegno, della collaborazione, della cultura, della scuola della Costituzione. Fa parte del comitato tecnico-scientifico di Proteofaresapere, dell'associazione Per la scuola della Repubblica. I suoi amori: Lorenzo e Margherita, il suo Mac, la montagna - soprattutto d'estate -, cantare.
