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due mozioni
postato da marina boscaino in "Riforma" Gelmini, insegnanti
In questo periodo girano diverse mozioni di collegi docente. E’ quantomeno strano il fatto che l’anomala mobilitazione che c’è stata in occasione della cosiddetta riforma Gelmini delle superiori (ricordo a tutti che i nuovi regolamenti delle scuole superiori non sono ancora stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale e che pertanto la scuola a settembre dovrebbe iniziare – se fossimo in un Paese realmente civile e democratico – con i vecchi ordinamenti), una mobilitazione sfrangiata, sbocconcellata, frantumata, incapace di unirsi in un movimento compatto, è tuttavia tenace e continua ad essere vitale (con le sue particolari modalità) anche in questa fase dell’anno scolastico, quella conclusiva, la più critica per tutti gli ordini di scuola.
Sottopongo all’attenzione di chi leggerà due mozioni.
La prima dell’Assemblea Difesa Scuola Pubblica di Vicenza:
Al Ministro della Pubblica Istruzione e p.c.
al personale ATA dell’Istituto
al Consiglio d’Istituto
al Comitato genitori
Il Collegio dei docenti dell’Istituto/Liceo …………………………….. , prendendo in esame le politiche scolastiche degli ultimi due anni e i cambiamenti in atto nella Scuola Secondaria di secondo grado, ne rileva i principali aspetti negativi:
* la “riforma”, che nasce dall’ art. 64 della Legge Finanziaria n. 133, risponde solo ad esigenze economiche e non ad un chiaro e approfondito disegno pedagogico,
* le buone pratiche che in passato la scuola ha posto in essere vengono ignorate e cancellate,
* le risorse e le ore di lezione sono tagliate con conseguente impoverimento dei curricoli,
* i tagli agli organici determinano la mancata riconferma di numerosi precari e rendono soprannumerario parte del personale di ruolo,
* le indicazioni nazionali (programmi) non ancora disponibili rendono impossibili la preparazione dei piani di lavoro e la scelta dei libri di testo,
* la mancata definizione delle corrispondenze delle classi di concorso alle nuove discipline creano conflittualità tra docenti,
* gli interventi obbligatori di recupero non possono essere attuati adeguatamente per mancanza di fondi.
Il Collegio dei docenti chiede l’attuazione di veri cambiamenti :
* il considerare l’istruzione una priorità per il benessere e lo sviluppo della società e la Scuola Statale come il pilastro fondamentale,
* una riflessione seria sull’impianto pedagogico e didattico, base di una vera riforma,
* uno stanziamento sostanziale di risorse che valorizzi la scuola e la ricerca in un clima sinergico e non di competizione tra istituti,
* il riconoscimento di pari dignità tra percorsi di studio (licei, istituti tecnici e professionali) e il superamento della netta differenziazione dei curricoli in modo da garantire possibili passaggi,
* la valorizzazione della professionalità degli insegnanti in un contesto solidale e di collaborazione,
* un adeguamento rapido degli edifici scolastici alle norme di sicurezza,
* un numero di studenti per classe che rispetti le norme sulla prevenzione incendi e che favorisca una didattica di qualità
e ribadisce che una buona scuola pubblica:
* è un diritto sancito dalla Costituzione
* è un patrimonio della collettività
* è una opportunità di crescita culturale e sociale per il Paese
documento approvato il …………………… all’unanimità/a maggioranza ……………….
La seconda è la mozione che il collegio di un liceo scientifico in provincia di Caserta si sta accingendo ad approvare:
Mozione del Collegio dei docenti dell’Istituto riunito in seduta straordinaria il…………………
PREMESSO CHE:
• La legge 133/08 prevede in tre anni una consistente sottrazione di risorse pari a 8 miliardi di euro dalla scuola pubblica, determinando un progressivo impoverimento della qualità dell’istruzione, senza alcun progetto didattico;
• in particolare gli ultimi provvedimenti per la scuola secondaria di secondo grado la stanno portando a un punto di collasso e si configura come un attacco al diritto allo studio, costituzionalmente garantito, e al ruolo della scuola pubblica in Italia;
• il piano programmatico del Ministro Gelmini e i relativi regolamenti, riduce il tempo scuola e sconvolge i quadri orari e didattici nella scuola secondaria di secondo grado con l’eliminazione di specializzazioni “storiche”, con tagli indiscriminati alle ore curricolari nelle discipline di indirizzo, con tagli alle attività laboratoriali;
il Collegio Docenti dell’ ISTITUTO ritiene
INACCETTABILE
che provvedimenti di portata così vasta, destinati a cambiare radicalmente un’istituzione fondamentale della società, siano imposti in modo autoritario
• senza un’ adeguata e approfondita discussione politica;
• senza alcuna sperimentazione e verifica didattica.
Inoltre, CONSIDERATO CHE:
- il quadro orario dell’Istituto secondo la manovra Gelmini e
assegnato dal MIUR contiene importanti modifiche rispetto a quello attualmente in vigore;
- ad oggi non sono state pubblicate le nuove classi di concorso né tanto meno è noto a quali classi di concorso verrà assegnato l’insegnamento delle diverse discipline, e quindi non è noto quali competenze siano richieste per tali insegnamenti;
- la annunciata flessibilità oraria del 20% nel biennio e del 30% nel triennio è priva di concretezza perché un eventuale potenziamento di una disciplina è consentito solo con il de¬potenziamento di una o più discipline curricolari;
- le case editrici dichiarano di aver predisposto i libri di testo “al buio”, interpretando univocamente e forse arbitrariamente i nuovi quadri orari, in assenza di contenuti dettagliati per disciplina e consapevoli che tali testi potranno non rispondere alle esigenze didattiche dei docenti;
il Collegio dei docenti dell’ ISTITUTO
RITIENE GRAVE CHE
Il Ministro abbia invitato le scuole superiori a dare avvio al riordino della scuola:
- senza che si sia concluso l’iter legislativo della Legge 133/08;
- senza che i regolamenti abbiano ottenuto il visto dalla Corte dei Conti;
- senza che sia avvenuta la loro pubblicazione in Gazzetta Ufficiale;
E CONSIDERATO CHE:
l’eventuale emanazione della legge sul riordino delle scuole superiori provocherebbe un danno occupazionale epocale, (in Lazio ………docenti nella sola scuola secondaria di secondo grado) con conseguente cancellazione dei posti attualmente occupati dai colleghi precari e incremento del numero dei docenti soprannumerari,
RITIENE ILLEGITTIMA
la C.M. n.17 del 18 Febbraio 2010, che ha dato avvio alle iscrizioni per 1′ a. s. 2010/11, perché mancante dei presupposti legislativi, e ancora perché:
• vengono assegnati i nuovi indirizzi in modo “automatico” dal MIUR, senza tenere conto delle motivate proposte dei singoli istituti, proposte oltretutto sollecitate dallo stesso USR così come previsto dall’art. 13 comma 5 dello schema di regolamento;
• invade le competenze sulla definizione del Piano dell’Offerta Formativa territoriale, che attengono alla Provincia e alla Regione, mettendo in discussione il necessario legame fra la scuola e l’ambito sociale in cui opera;
• ha costretto il nostro Istituto a fare orientamento e a dare avvio alle iscrizioni non essendo chiaro e definito il progetto didattico formativo dell’Istituto;
• ha costretto i genitori alla scelta dei nuovi indirizzi in una situazione di incertezza e il nostro istituto, come tutti gli altri, a non poter proporre un preciso patto formativo ai genitori al momento delle iscrizioni, disattendendo al contempo quello stabilito con i genitori degli studenti già iscritti.
PER TALI MOTIVI IL COLLEGIO DELIBERA DI:
• non compiere alcun atto applicativo di tali provvedimenti fino a quando essi non saranno atti vigenti con forma e forza di legge;
• invitare il Consiglio di Istituto a valutare la possibilità di presentare ricorso contro l’assegnazione degli indirizzi prevista dal Ministero;
• invitare il Comune di , la Provincia di Roma e la Regione Lazio a presentare ricorso contro l’invasione delle competenze in materia di programmazione territoriale dell’offerta formativa;
• sospendere l’adozione dei libri di testo poiché, a riguardo delle discipline d’insegnamento, non si conoscono i contenuti e la loro ripartizione negli anni scolastici.
Si tratta di due esempi molto significativi di come – in due luoghi molto diversi e molto distanti del nostro Paese – si continuino ancora ad esigere, con fermezza, con serietà, con consapevolezza, quei diritti che manovre per lo più illegittime ci stanno sottraendo.
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Insegnante militante (insegna Italiano e Latino in un liceo classico di Roma), pubblicista (ha lavorato per l'Unità, ora per il Fatto Quotidiano, occupandosi esclusivamente di politiche scolastiche) crede ancora fermamente all'importanza dell'impegno, della collaborazione, della cultura, della scuola della Costituzione. Fa parte del comitato tecnico-scientifico di Proteofaresapere, dell'associazione Per la scuola della Repubblica. I suoi amori: Lorenzo e Margherita, il suo Mac, la montagna - soprattutto d'estate -, cantare.
