May
09

Firmate, please!

postato da marina boscaino in "Riforma" Gelmini

Tra i molti motivi di violazione al diritto allo studio, al diritto all’ insegnamento (dignitoso), al diritto all’apprendimento e persino – non ultimo – al diritto alla sicurezza, c’è l’aumento, anno dopo anno, del rapporto docente-alunni, che si sta traducendo in classi sempre più numerose, in condizioni di lavoro sempre più proibitive, in situazioni sempre più insicure. Il Coordinamento insegnanti delle scuole superiori di Modena “La Politeia” invita “insegnanti, genitori, alunni, e ogni libero cittadino” a firmare un appello che verrà spedito alla Corte Costituzionale e alle commissioni Cultura di Camera e Senato. Vi rivolgo lo stesso invito: ci vogliono pochi secondi per tentare di attirare l’attenzione su una situazione che rischia di diventare ingestibile e di affossare ulteriormente la scuoal pubblica.
“Alle superiori – si legge sul documento – le classi iniziali devono avere un numero minimo di 27 alunni e poi i resti vengono distribuiti fino a 30, ma in sede di organico di fatto si potrà pure arrivare a 33. Sono numeri – commentano i docenti – che peggioreranno la qualità del servizio e faranno andare le aule scolastiche ed i laboratori fuori norma: sia in riferimento agli indici minimi di funzionalità didattica (D.M. 18 dicembre 1975 – Norme tecniche per l’edilizia Scolastica) che stabilisce i parametri spaziali minimi a disposizione di ogni persona presente nei locali scolastici (1,80 metri quadri netti per la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado; 1,96 metri quadri netti per le scuole secondarie di II grado), sia per la prevenzione incendi (D.M. 26 agosto 1992 – Norme di prevenzione incendi per l’edilizia scolastica)” che al “punto 5 (Affollamento) stabilisce il limite massimo di persone presenti in un’aula nel numero di 26)”.
Non c’è bisogno di essere degli insegnanti per immaginare quali possano essere le conseguenze della formazione di classi troppo numerose dal punto di vista dell’offerta formativa. Quello che stupisce è la serenità con la quale – a fronte dei continui proclami nella direzione della centralità dello studenti e del miglioramento della qualità della scuola – il governo non faccia altro che inanellare provvedimenti che – non solo nelle conseguenze, ma negli stessi presupposti esplicitati – si orientano verso obiettivi completamente opposti. D’altra parte far quadrare i conti è estremamente difficile, soprattutto quando si deve raggiungere la cifra di 8 miliardi di tagli entro il 2011. Tagli che, come è noto, insistono soprattutto sulla diminuzione del numero dei docenti (-148.000 nel triennio 2009-11). Aumentando il numero di alunni per classe si formano meno classi e pertanto si devono pagare meno docenti. Il gioco è fatto. E un altro pezzo di democrazia è smantellato.

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  marina boscaino

Insegnante militante (insegna Italiano e Latino in un liceo classico di Roma), pubblicista (ha lavorato per l'Unità, ora per il Fatto Quotidiano, occupandosi esclusivamente di politiche scolastiche) crede ancora fermamente all'importanza dell'impegno, della collaborazione, della cultura, della scuola della Costituzione. Fa parte del comitato tecnico-scientifico di Proteofaresapere, dell'associazione Per la scuola della Repubblica. I suoi amori: Lorenzo e Margherita, il suo Mac, la montagna - soprattutto d'estate -, cantare.